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Il Papa: Ostia non si rassegni a una cultura del sopruso, i giovani sono la speranza

Fuente: Vatican News IT

Papa Leone XIV ha visitato la parrocchia di Ostia con un messaggio forte e chiaro: non rassegnatevi alla cultura della sopraffazione. I giovani sono la speranza della comunità e della Chiesa intera. Un messaggio che ha toccato profondamente i fedeli presenti nella chiesa gremita.

Il Papa: Ostia non si rassegni a una cultura del sopruso, i giovani sono la speranza
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Un Papa tra la gente

Ostia non è il centro di Roma. È la periferia — dove le sfide quotidiane della vita si fanno sentire con più forza. Papa Leone XIV ha scelto di venire qui durante la Quaresima per un motivo preciso: portare la presenza della Chiesa là dove è più necessaria.

«Sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza» (Giovanni 10,10). Queste parole di Gesù hanno aperto l'omelia del Papa, che ha subito collegato la promessa di Cristo alla realtà concreta del quartiere.

No alla cultura del sopruso

Con parole forti, il Papa ha denunciato la cultura della sopraffazione che attanaglia molte periferie: criminalità, degrado, mancanza di opportunità. «Non è il destino di questo quartiere», ha detto. «Non rassegnatevi. Dio ha un progetto diverso per voi.»

Il profeta Isaia scrive: «Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi» (Isaia 61,1). Il Papa ha applicato queste parole alla situazione di Ostia, invitando i fedeli a non accettare l'ingiustizia come inevitabile.

I giovani: speranza viva

La parte più emozionante della visita è stata l'incontro con i giovani della parrocchia. Papa Leone XIV ha parlato loro con franchezza e affetto: «Voi siete la speranza. Non lasciate che nessuno vi dica il contrario. Non lasciate che la strada decida il vostro futuro.»

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San Paolo scriveva a Timoteo: «Nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii di esempio ai fedeli nel parlare, nel comportamento, nella carità, nella fede, nella purezza» (1 Timoteo 4,12). Il Papa ha ripreso queste parole per incoraggiare i giovani a essere protagonisti del cambiamento.

La comunità come risposta

Il Papa ha sottolineato che la risposta al degrado non viene dall'alto, ma dalla comunità stessa. «La parrocchia non è solo un luogo di culto», ha detto. «È una famiglia. E in famiglia ci si prende cura gli uni degli altri.»

«Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo» (Galati 6,2). Questa esortazione paolina è stata il cuore del messaggio: costruire comunità dove nessuno è lasciato solo.

Un segno di speranza

La visita si è conclusa con un momento di preghiera comunitaria e la benedizione del Papa. Molti fedeli avevano le lacrime agli occhi. «Oggi ho sentito che la Chiesa non ci ha dimenticato», ha detto Maria, una parrocchiana di 68 anni. «Il Papa è venuto da noi. Questo significa tutto.»

«Ecco, io faccio una cosa nuova; proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?» (Isaia 43,19). A Ostia, qualcosa di nuovo sta germogliando — e la visita del Papa è stata l'acqua che nutre quel seme di speranza.


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